Tempura di trippa

La Tempura di trippa: che dire? Qui abbiamo realizzato la quadratura del cerchio unendo un ingrediente tipico della cucina tradizionale ad un metodo di cottura che conquista tutti, anche i più scettici. Il tocco fusion con la cucina orientale è la ciliegina sulla torta.

La trippa è un ingrediente economico e gustoso, offre un buon contenuto di ferro, sodio, potassio e fosforo e vitamine del gruppo B. I grassi della trippa sono pochi, ma va tenuto presente che contiene una certa quantità di colesterolo a cui bisogna prestare attenzione.

A me che da sempre amo la trippa, ogni boccone è sembrato paradisiaco.

Se volete ottenere un fritto più croccante, mescolate alla farina 00 un po’ di farina di mais.

Tocco gourmet

Lo Chef Tano Simonato condisce la trippa con del miele e la passa direttamente nella farina prima di friggerla. Una variazione particolare e un tocco agrodolce molto interessante. Se volete procedere con questo metodo, fate in modo di eliminare la farina in eccesso prima di immergere la trippa nell’olio.

Curiosità

Il famoso detto romano “Nun c’è trippa pe’ gatti” è stato coniato verso i primi del ‘900 dal sindaco dell’epoca, Ernesto Nathan, mentre eliminava dal bilancio delle spese di Roma un budget destinato al mantenimento di una colonia di felini randagi.

 

Ingredienti

per 4 persone

  •     400 gr trippa precotta
  •     100 gr farina 00
  •     2 tuorli
  •     acqua frizzante ghiacciata q.b.
  •     olio di arachidi q.b.
  •     sale q.b.
  •     pepe q.b.

 

 

  • Lavate bene la trippa, tagliatela a listarelle, asciugatela con carta da cucina e conditela con un pizzico di sale.
  • Preparate una pastella, mescolando la farina con l’acqua frizzante freddissima.
  • Tuffate le listarelle di trippa nella pastella e friggetele, poche per volta, in abbondante olio di arachidi ben caldo (160-180 gradi), per circa 3 minuti.
  • Scolate la frittura e asciugatela su carta da cucina.
  • Salate la trippa e servitela calda, accompagnandola con salse di vostro gusto.