Cicerchiata umbra

La Cicerchiata umbra è simile agli struffoli napoletani, a differenza dei quali, però, non è considerato un dolce natalizio, ma legato alla ricorrenza del Carnevale. Sarebbe originario dell’Umbria storica (ovvero l’Umbria ad est del Tevere e le Marche) e solo la sua successiva diffusione dall’Umbria alle Marche centrali, all’Abruzzo e infine al Molise avrebbe diffuso l’opinione che si tratti di un dolce abruzzese. Il dolce è a base di pasta di farina, uova e, in alcuni varianti, burro o olio d’oliva, zucchero, liquore o succo di limone. Da questa si ricavano palline di circa un centimetro di diametro che vengono fritte nell’olio d’oliva o nello strutto. Scolate, vengono mescolate con miele bollente e disposte “a mucchio”. Il miele raffreddandosi cementa le palline fra loro e dà solidità alla struttura. Io ho preferito fare una cottura al forno, per alleggerire un po’. Come spesso avviene con i dolci tradizionali e antichi, esistono varianti che aggiungono ingredienti diversi alla ricetta base. Un dolce molto simile viene citato nelle tavole eugubine come cibo rituale e sacrificale con il nome, in antica lingua umbra, di strusla che è la continuazione di sruikela, diminutivo di struex che è variante del più comune strues che significa appunto “mucchio” (ciò è anche affermato dal maggiore studioso attuale della lingua umbra, il prof. Augusto Ancillotti), da cui, tra l’altro, l’italiano “costruire”, cioè “ammucchiare insieme”. Con tutta probabilità il nome di cicerchiata ha origine medievale e deriverebbe dalla cicerchia (Lathyrus sativus), un legume simile al pisello (Pisum sativum) e al cece (Cicer arietinum), molto diffuso all’epoca nella zona umbro – marchigiana e anche in Italia meridionale; ancor oggi è coltivato in Lazio, nelle Marche, in Umbria, in Molise ed in Puglia, non più su larga scala, ma come specialità tipica. Secondo quanto detto, il significato di “cicerchiata” sarebbe quindi quello di “mucchio di cicerchie”. (Fonte: Wikipedia)

Cicerchiata

Cicerchiata

 

Ingredienti

  • 2 uova
  • 40 gr  zucchero
  • 300 gr farina
  • 25 gr burro
  • 25 gr mistrà
  • 5 gr lievito per dolci
  • buccia grattugiata di 1/2 limone non trattato

 

Per decorare

  • 200 gr miele
  • 20 gr zucchero
  • codette di zucchero colorate
  • buccia di un’arancia non trattata

 

 

 

  • Disponete la farina a fontana sul piano da lavoro, distribuite sopra la buccia di limone grattugiata e il lievito per dolci.
  • Rompete le uova all’interno della fontana, aggiungete lo zucchero e mescolate in modo che quest’ultimo si sciolga.
  • Unite il burro sciolto e iniziate ad impastare con la farina, aggiungete il mistrà poco alla volta e impastate bene.
  • Formate una palla, coprite con un canovaccio e lasciate riposare per 1/2 ora.
  • Quando  l’impasto a riposato, mettete a scaldare l’olio in una padella.
  • Nel frattempo, tagliate un pezzo di pasta, allungatela con le mani, formando un bastoncino.
  • Tagliatelo come se faceste degli gnocchi, quindi passate a mano i pezzetti di pasta formando delle piccole palline.
  • Proseguite fino ad esaurimento dell’impasto.
  • Quando l’olio è in temperatura, tuffate le palline e friggetele finché si sono dorate, dopo di che scolatele e appoggiatele su un foglio di carta assorbente o su una gratella.
  • Mettete il miele, lo zucchero e la buccia d’arancia (tagliata al coltello) in una padella, fate bollire 3/4 minuti, quindi chiudete il fuoco, togliete la buccia d’arancia e aggiungete le palline fritte.
  • Saltatele bene in modo che il miele le ricopra completamente.
  • Aggiungete velocemente le codette e mescolate per distribuirle uniformemente.
  • Trasferite su un piatto di portata.
  • Fate raffreddare perfettamente e servite la buonissima Cicerchiata.

 

 

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